Bloomberg ha lanciato la bomba ieri: Sony sta seriamente valutando di rinviare PlayStation 6 al 2028 o addirittura al 2029. Il motivo? I costi della RAM sono schizzati talmente in alto che lanciare la console nel 2027 come previsto significherebbe venderla a oltre 700-800 dollari solo per pareggiare i costi di produzione. E dopo le reazioni tiepide alla PS5 Pro da 800 euro, Sony non vuole rischiare di nuovo.
Fonti vicine all’azienda riportate da Bloomberg affermano che la decisione rappresenterebbe “un grosso sconvolgimento” della strategia di Sony, che tradizionalmente alterna le generazioni ogni 7-8 anni. La PS5 è uscita a novembre 2020. Un lancio nel 2029 significherebbe quasi 9 anni di ciclo, il più lungo nella storia di PlayStation dall’era PS2.

La tempesta perfetta: AI, datacenter e la guerra per la RAM
Il problema si chiama “RAMageddon” ed è semplice da capire. I datacenter di intelligenza artificiale – quelli che alimentano ChatGPT, Gemini, Claude e tutti i modelli AI – stanno divorando quantità mostruose di memoria ad alta banda (HBM) e RAM GDDR. Le aziende tech pagano qualsiasi cifra pur di accaparrarsele. Risultato: i prezzi della DRAM sono saliti del 75% tra dicembre 2025 e gennaio 2026.
Per farti un’idea concreta: la PS6 dovrebbe montare 30GB di GDDR7, 14GB in più rispetto ai 16GB della PS5. Questo solo componente, ai prezzi attuali, potrebbe costare quanto l’intero processore e GPU combinati. Sony si trova davanti a una scelta: lanciare una console zoppicante con meno RAM del previsto, oppure lanciarla al prezzo giusto ma due anni dopo.
E non è solo la RAM. Anche gli SSD sono rincarati, il rame e l’alluminio per i dissipatori sono aumentati del 20-30%, e AMD (che fornisce l’APU custom a Sony) sta lottando contro la stessa carenza di chip. In pratica, ogni singolo componente della PS6 costa più del previsto.
I numeri che Sony deve far quadrare
Facciamo due conti rapidi. La PS5 è stata venduta a 499 dollari (versione disc) e 399 (Digital Edition) al lancio. Sony ha ammesso pubblicamente di aver venduto in perdita per i primi anni, ripagandosi con le commissioni sui giochi venduti. È una strategia consolidata: ti vendo la console sottocosto, mi riprendo i soldi sui giochi.
Ma quella strategia funziona solo se la perdita iniziale è sostenibile, diciamo 50-100 dollari a console. Se invece la PS6 costasse 1200 dollari da produrre e dovessi venderla a 500 per restare competitivo, stai perdendo 700 dollari a pezzo. Moltiplicalo per 10 milioni di unità al lancio e hai bruciato 7 miliardi di dollari. Non fattibile.
L’alternativa è lanciare a prezzo pieno, diciamo 999 dollari. Ma chi la compra? La PS5 Pro a 799 euro è stata accolta con scetticismo (“troppo cara per quello che offre”). Una PS6 a 1000 dollari spacca il mercato tra chi se la può permettere e chi passa a PC o aspetta anni per un calo di prezzo. Sony ha fatto i calcoli ed evidentemente non gli tornano.

Xbox vince per default? Non è così semplice
La prima reazione di molti: “Allora Microsoft ha vinto, lanciano la prossima Xbox nel 2027 e hanno due anni di vantaggio”. Non così in fretta. Microsoft combatte contro gli stessi identici problemi di shortage. Anche la prossima Xbox (nome in codice non ancora confermato) usa chip AMD, RAM GDDR7, SSD custom. Anche loro devono far quadrare i conti.
AMD ha dichiarato pubblicamente che punta al 2027 per avere pronti i SoC per Xbox, ma “pronti” non significa “economicamente sostenibili”. Se Microsoft lancia nel 2027 a 699-799 dollari mentre Sony aspetta il 2029 e lancia a 599, chi vince davvero?
C’è poi un altro fattore: la base installata. La PS5 ha venduto oltre 84 milioni di unità (dato ufficiale Sony, novembre 2025). La PS5 Pro estende quella base con giocatori disposti a spendere di più. Se Sony riesce a mantenere vivo l’ecosistema PS5 fino al 2029 con esclusive forti, non perde necessariamente terreno. Anzi, arriva con una console più potente a un prezzo migliore.
Cosa significa per noi giocatori: PS5 fino al 2030?
La conseguenza diretta è semplice: preparatevi a giocare su PS5 per altri 3-4 anni. Non è necessariamente una cattiva notizia. La PS5 non ha ancora espresso tutto il suo potenziale. Guardate God of War Ragnarok, Horizon Forbidden West, The Last of Us Part II Remastered: sono giochi che sfruttano bene la console ma non al 100%.
Con un ciclo esteso, gli sviluppatori avranno più tempo per spremere ogni singolo teraflop dalla PS5. Meno “giochi cross-gen compromessi”, più titoli pensati dall’inizio per sfruttare SSD e Tempest Engine. La qualità media potrebbe salire invece di scendere.
Certo, c’è il rovescio della medaglia: GTA 6 girerà su PS5 ma potrebbe non girare benissimo tra qualche anno. I 16GB di RAM GDDR6 della PS5 inizieranno a stare stretti. Ma è un trade-off accettabile se l’alternativa è pagare 1000 dollari per PS6 nel 2027.

E Nintendo? Anche Switch 2 rischia il rincaro
Bloomberg non si è fermata a Sony. Secondo le stesse fonti, anche Nintendo sta valutando di aumentare il prezzo di Switch 2 nel corso del 2026 a causa degli stessi problemi di shortage. Switch 2 è già uscito (marzo 2025) ma il lancio ha creato una domanda enorme di schede di memoria, contribuendo alla carenza globale.
Se Nintendo alza il prezzo di Switch 2 da 349 a 399-449 dollari, si crea una situazione paradossale: la console “budget-friendly” costa quanto una PS5 Digital Edition. A quel punto i giocatori casual si spostano su mobile o aspettano sconti, e il mercato console si restringe ancora.
L’industria gaming nel suo complesso sta affrontando una crisi di sostenibilità economica. Le console tradizionali erano sempre state “a buon mercato rispetto al PC”. Ma se le console costano 800-1000 dollari, quel vantaggio scompare. E il PC vince.
Le domande e… l’assenza di risposte
Sony non ha confermato né smentito. Bloomberg cita “fonti vicine all’azienda” ma non ci sono dichiarazioni ufficiali. Quindi tecnicamente è ancora tutto in discussione. Tuttavia, Bloomberg non spara a caso su notizie così grosse. Quando hanno riportato il ritardo di PS5 nel 2020 (causa COVID), ci hanno preso.
Quello che non sappiamo: quanto è grave la situazione interna? Sony ha già firmato contratti con AMD per i chip? Hanno accordi pluriennali con i fornitori di RAM che li vincolano? Oppure hanno ancora margine di manovra per negoziare?
E soprattutto: cosa fanno i publisher? Se la PS6 slitta al 2029, significa che giochi pensati per next-gen (Elden Ring 2, The Witcher 4, The Elder Scrolls 6) dovranno girare su PS5. Gli sviluppatori devono saperlo adesso per pianificare i motori grafici. Non è una cosa che puoi decidere sei mesi prima del lancio.
E tu? Preferisci aspettare o pagare di più?
Siamo curiosi di sapere cosa ne pensi. Preferiresti che Sony lanciasse PS6 nel 2027 a 999 dollari, o aspetti tranquillamente il 2029 per pagarla 599? Pensi che Microsoft approfitterà della situazione o avrà gli stessi problemi? Facci sapere nei commenti.
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Nota: questo articolo si basa su dichiarazioni ufficiali, fonti giornalistiche verificate e dati pubblicamente disponibili al momento della pubblicazione.
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